Il fico

L’albero ”Ficus carica” appartenente alla famiglia delle Moraceae, detto anche fico comune, produce i suoi frutti, molto vari per forma e colore, da agosto a settembre.

I fichi possono essere consumati freschi in stagione e secchi in tutto il resto dell’anno, hanno la caratteristica di essere molto dolci infatti contengono 11,2 grammi di zucchero per 100 grammi di prodotto ma, contrariamente a quanto si possa credere, non hanno un elevato potere calorico, infatti il frutto fresco ha circa 47 calorie per 100 grammi di prodotto pulito, nel fico secco però le calorie salgono a 256 per 100 grammi. Quest’ultimo essendo disidratato contiene 58 grammi di zucchero per 100 grammi di prodotto ed è seriamente controindicato per i diabetici, nelle diete di attenzione calorica e nell’obesità, indicato invece per gli sportivi come fonte di energia pronta all’uso.

I fichi sono ricchi di sali minerali, il potassio è lo ione il più rappresentato (270 mg per 100grammi di prodotto) utile per stimolare la diuresi e nella prevenzione dell’ipertensione.

Sono ben evidenti anche fosforo e calcio importanti per la salute delle ossa e dei denti, inoltre sono presenti alcune vitamine del gruppo B , la vitamina C e la vitamina A, per queste caratteristiche sono da considerarsi un ottimo spuntino anche in gravidanza per aiutare il sistema immunitario e proteggere l’organismo.

Sono inoltre frutti ricchi di antiossidanti, sostanze che contribuiscono a contrastare i radicali liberi e a mantenere le cellule giovani. I fichi hanno proprietà lassative per il loro elevato contenuto di zuccheri ma anche per la presenza di fibra (2 grammi per 100 grammi di prodotto). Sono consigliati a chi soffre di stitichezza o emorroidi, in questi casi è indicato consumare un fico a stomaco vuoto prima di colazione. In cucina questo frutto viene utilizzato nella preparazione di dolci, marmellate, viene servito nei taglieri di affettati e formaggi. Una ricetta romana curiosa è la cosi detta ”pizza e fichi”, praticamente una focaccia con sopra fichi tagliati a metà con affettato (prosciutto o mortadella) tagliato fine.

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Il basilico

Il basilico è una pianta aromatica annuale di facile coltivazione molto conosciuta in tutto il mediterraneo, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome botanico è Ocimum basilicum mentre il nome comune deriva da greco “ Basilikon ” che significa ”erba regia”, in antichità infatti era considerata una pianta nobile e sacra.

Il basilico ha foglie arrotondate che variano da un colore verde intenso a tonalità violacee, ne esistono circa 60 varietà, nella nostra regione viene coltivato il basilico genovese, conosciuto in tutto il mondo come principale ingrediente del pesto.

Il basilico è una pianta ricca di potassio, calcio, ferro, fosforo, vitamina A e vitamina C, ha proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antiossidanti per la presenza di flavonoidi, sostante che proteggono le cellule dai radicali liberi.

Dalle foglie del basilico si ottiene l’olio essenziale molto usato in aromaterapia per la presenza di una sostanza aromatica, responsabile del tipico odore, chiamata Eugenolo con proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. Alcune gocce di olio essenziale di basilico, diluite in acqua o in un cucchiaino di miele, alleviano problemi respiratori, asma e proteggono la flora batterica intestinale. Inoltre quest’olio, ben frizionato durante il lavaggio dei capelli, è benefico per la circolazione del cuoio capelluto. L’olio essenziale di basilico si adopera anche in diffusori ambientali, alcune gocce della sostanza aromatica sono adatte in caso di ansia e stress. E’ valido come repellente anti-zanzare, al bisogno può essere usata qualche goccia di olio essenziale sulla pelle ad azione preventiva ma anche sul ponfo della puntura per aiutare a neutralizzare il veleno.

Le foglie fresche di basilico o le foglie essiccate possono essere utilizzate in infusi o decotti come rimedio contro la tosse e il catarro ma anche con effetto drenante, digestivo e per contrastare il gonfiore addominale. Anche nell’allattamento è molto utile l’uso del basilico per le sue proprietà galattogene.

Per preparare l’infuso versare mezzo litro d’acqua bollente in circa 7 grammi di foglie di basilico fresco o essiccato, coprire il contenitore per non disperdere nell’aria le proprietà e lasciare riposare 10 minuti e filtrare. L’infuso così ottenuto può essere consumato tiepido o a temperatura ambiente.

In cucina il basilico è da sempre molto adoperato, oltre a essere il principale componente del pesto, si usa per insaporire, profumare e decorare tante ricette estive. E’ meglio consumarlo fresco e aggiungerlo a fine cottura per mantenere al meglio il sapore e l’aroma.

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La carota

Il nome botanico della carota è “Daucus carota”, mentre il nome comune deriva dal greco ”Karotòn”, questo ortaggio appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, denominata cosi per la presenza nella pianta di infiorescenze a cinque petali a forma di ombrella.

Le carote sono ortaggi coltivati tutto l’anno in molte regioni Italiane, le maggiori coltivazioni si trovano in Veneto e in Emilia Romagna. La parte commestibile della carota è la radice, quelle arancioni sono sicuramente le più conosciute e diffuse ma si possono trovare anche bianche, gialle, nere o viola.

La carota cruda ha poche calorie (35 kcal per 100 g), molte fibre, sali minerali e pochi carboidrati (7,6 g per 100g), inoltre è ricca di minerali quali ferro, calcio, fosforo, potassio, vitamine del Gruppo B, vitamina C e vitamina A.

Nella carota cotta le vitamine, i sali minerali e la fibra si perdono nell’acqua di cottura e la quantità di carboidrati presenti aumentano di più del doppio (18,3 g per 100g) come pure le calorie (84 kcal per 100 g).

Le carote crude sono indicate in caso di stipsi per la presenza di fibra che aiuta il transito intestinale. La fibra presente aiuta anche a tenere sotto controllo la glicemia, per questo motivo in caso di diabete si consiglia l’uso di carote crude. In caso di colite o colon irritabile invece le carote vanno consumate cotte meglio associate a olio di oliva e limone. La cottura ideale comunque deve essere breve, meglio a vapore, per non deteriorare la vitamina C e per assimilare meglio il beta- carotene che con una leggera cottura si mantiene ancora inalterato. E’ buona norma tenere l’acqua di cottura, ricca in sali minerali ed utilizzarla come brodo vegetale o come bevanda.

La carota e’ l’ortaggio più ricco in beta-carotene, un pigmento vegetale appartenente alla famiglia dei caroteinoidi responsabili della tipica colorazione arancione, detto anche precursore vitaminico, viene infatti trasformato dall’organismo in vitamina A.

Il Beta carotene ha proprietà antiossidanti, aiuta la funzionalità epatica e biliare ed effetti benefici e protettivi sulla vista, sulle mucose delle vie respiratorie e sulla cute infatti è consigliato per preparare la pelle all’esposizione solare per favorirne l’abbronzatura. E’ importante consumare le carote abbinate con un lipide tipo l’olio di oliva, perchè il grasso fa aumentare tre volte tanto la capacità dell’organismo di assimilare il beta-carotene.

Nel settore cosmetico si trovano creme abbronzanti contenenti carotene e olio di semi di carota. Il carotene, estratto dalla radice della carota viene anche utilizzato come colorante naturale nell’industria alimentare evidenziato sulle etichette nutrizionali con la sigla E160.

La carota in cucina è da sempre molto utilizzata per preparare sia pietanze dolci che salate, anche il ciuffo (che deve essere verde e folto indice di freschezza del prodotto) può essere utilizzato nelle preparazione di zuppe o nelle torte salate.

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Curcuma Longa

Nei mesi scorsi avevo citato del condimento della salute formato da curcuma olio di oliva e pepe nero per cui vale la pena approfondire l’argomento facendo delle precisazioni sulla curcuma, definita ”la regina delle spezie” dalla medicina Ayurvedica.
La Curcuma è una pianta perenne alta circa un metro, appartenente alla famiglia delle Zingiberacee, originaria dell’Asia sud orientale.
Per ottenere la preziosa spezia vengono schiacciati e polverizzati la radice e il rizoma (parte del fusto sotterraneo), la polvere così ottenuta viene utilizzata in tutto il mondo come ingrediente principale del Curry.
La curcuma è utilizzata da oltre 2 millenni, oltre che come spezia, anche come colorante, cosmetico e rimedio naturale per la salute.
La componente biologicamente attiva della curcuma è la curcumina responsabile del suo colore ma anche delle sue benefiche proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali.
La curcumina inoltre, consumata regolarmente, attiva il sistema immunitario aiutando a prevenire le infezioni soprattutto a livello gastrico e intestinale ed ha anche azione sullo smaltimento dei grassi in eccesso.
L’uso regolare agisce anche sulla fluidificazione del sangue per cui nelle persone che seguono una terapia anticoagulante va moderato il consumo.
Utilizzata da sempre nella cucina indiana e tailandese, da qualche anno è comparsa anche sulle tavole degli Europei.
Per aumentare la disponibilità, essendo la curcuma liposolubile, va consumata insieme ad olio di oliva e l’aggiunta del pepe nero aumenta notevolmente l’assorbimento della curcumina.
Si consiglia di utilizzarla cruda perché la cottura deteriora le sue benefiche proprietà.

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Olio extravergine di oliva

Le olive sono il frutto della pianta dell’ulivo il cui nome scientifico è Olea europeae.
Dalla spremitura meccanica delle olive si ricava l’olio extravergine che, per meritarsi questa denominazione, deve essere estratto in modo meccanico senza subire nessun trattamento industriale, prodotto con spremitura a freddo senza alcun tipo di riscaldamento.
A differenza della maggior parte degli oli che si ottengono dai semi, l’olio di oliva si ottiene dal frutto della pianta, può quindi essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio ”succo di frutta”. A volte non è facile acquistare un buon olio di oliva nella vastità di offerte che troviamo nei negozi, oltre al metodo di spremitura è importante che sulla bottiglia sia presente l’acronimo DOP che significa ”Denominazione di Origine Protetta”, questa sigla garantisce che tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione siano avvenute in una ben definita area geografica. In commercio si trovano anche oli con acronimo Igp ”Indicazione geografica protetta” in questo caso una sola fase del processo produttivo avviene nella regione citata. Un olio extravergine di oliva biologico con certificazione DOP offre una garanzia di alta qualità.
L’olio extra vergine di oliva è formato dal 99,9 % di trigliceridi che è considerata la frazione saponificabile e dallo 0,1% da una frazione insaponificabile costituita da vitamine liposolubili (vitamina A, vitamina E) e sostanze antiossidanti.
I trigliceridi presenti nell’olio di oliva contengono, in prevalenza, un acido grasso monoinsaturo (acido oleico), una discreta quantità di acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e linolenico), scarsi invece sono gli acidi grassi saturi (acido palmitico e stearico). Gli acidi grassi insaturi si chiamano ”essenziali ” perché il nostro organismo non è in grado di produrli, devono essere assunti con la dieta.
Gli antiossidanti sono i Polifenoli, sostanze molto importanti per gli effetti benefici sull’organismo umano ma anche per la conservazione dell’olio, poiché essendo sostanze che impediscono l’ossidazione evitano i processi di irrancidimento e ne garantiscono la stabilità.
Altri componenti presenti nell’olio di oliva sono i fitosteroli, sostanze che rallentano l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare.
L’olio di oliva proprio per le caratteristiche chimiche descritte è un condimento di buona qualità da usare sulle pietanze prevalentemente a crudo, la cottura comunque non altera le sue proprietà per cui è considerato l’olio migliore anche per le fritture.
Bisogna farne un uso moderato perché è molto calorico, 100 grammi di olio extravergine di oliva possiedono 899 calorie.
L’olio extravergine di oliva è considerato da anni un alimento fondamentale nella dieta mediterranea. Utile nella prevenzione di diverse patologie e nel mantenimento dello stato di salute.
Ha azione preventiva nell’aterosclerosi per la presenza dei polifenoli e della vitamina E, che con l’ azione antiossidante rinforzano le pareti cellulari ed aumentano l’elasticità dei vasi sanguigni. I fitosteroli presenti nell’olio di oliva riducono i livelli di colesterolo nel sangue e gli acidi grassi monoinsaturi presenti aumentano la frazione del colesterolo HDL detto colesterolo buono.
Una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio extravergine di oliva è in grado anche di migliorare la peristalsi intestinale combattendo la stitichezza.
L’olio di oliva ha effetti benefici sull’apparato gastrointestinale per la sua alta digeribilità.
E’ anche molto utilizzato in estetica, nei negozi si trovano creme idratanti utili per nutrire la pelle e prevenire i segni dell’invecchiamento.

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Fragole e Ciliegie

L’arrivo della frutta colorata fa subito pensare all’estate, il mese di giugno porta sulle nostre tavole frutta gustosa e rinfrescante, ricca di antiossidanti, sali minerali e vitamine. La fragola appartiene alla Famiglia delle Rosaceae, nome scientifico Fragaria vesca, è una pianta che cresce spontanea nel bosco e da sempre è stata coltivata. Si presenta in molte forme e dimensioni, però dal punto di vista nutrizionale non si hanno significative variazioni tra una specie e l’altra. Le fragole hanno poche calorie (27 Kcal/100 g), sono ricche di acqua e fibra, di pigmenti antiossidanti e, soprattutto, 100 grammi di fragole contengono il fabbisogno di vitamina C giornaliero (54 mg/100 g). Contengono importanti sali minerali quali potassio, calcio e fosforo. Le principali proprietà attribuite alle fragole sono antiinfiammatorie ed antiossidanti soprattutto per la presenza, oltre che della vitamina C, anche di acido Ellagico, sostanza antiossidante che protegge la pelle dagli effetti dello stress ossidativo e dall’invecchiamento precoce. Le fragole hanno però anche delle controindicazioni, sono da evitare in caso di diverticolosi e di allergia. In cucina hanno un vastissimo utilizzo soprattutto nella preparazione di gelati, torte e marmellate, il frutto fresco si accompagna molto bene con il gelato al gusto di fior di latte o con lo yogurt. Per la loro conformazione e per il metodo di coltivazione a livello del terreno possono essere veicoli di parassiti, microbi e pesticidi, per questi motivi è consigliato preferirle da coltivazione biologica ed eseguire un accurato lavaggio con acqua e limone prima dell’utilizzo per ridurre la carica batterica. Le ciliegie sono il frutto del ciliegio, nome scientifico Prunus avium, un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee che matura i suoi frutti nel periodo primavera-estate. In Italia ci sono due tipi di ciliegie prodotte dal Prunus avium detto ciliegio dolce, le Tenerine piccole e chiare e i Duroni, più grandi e scuri. Esiste anche un altra specie di ciliegio, Prunus cerasus, detto ciliegio acido che produce le amarene. Le ciliegie hanno 38 kcal/100g, sono un pò più caloriche delle fragole perchè contengono più zuccheri solubili. Hanno all’incirca lo stesso contenuto di fibra, sono però più ricche di potassio (229 mg/100g), quindi indicate per chi soffre di ipertensione e crampi muscolari. Il contenuto di vitamina C invece è minore del fabbisogno giornaliero solo 11 mg/100g. Le Amarene sono ancora piu caloriche (42 kcal/100g) per il loro ancor più alto contenuto di zuccheri solubili. Anche le ciliegie hanno un vasto utilizzo in cucina nella preparazione di marmellate e dolci, si usano anche le ciliegie sciroppate, soprattutto le amarene, in accompagnamento di torte e gelati.

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Banana, ananas e fico d’india

Ancora qualche informazione su frutti molto noti che siamo abituati a vedere esposti in bella vista nelle vetrine dei verdurieri e che hanno proprietà molto importanti per la nostra salute.
In questo nostro appuntamento vorrei parlare della banana, dell’ananas e del fico d’india.
Le Banane sono tra i frutti più consumati nel mondo. Dal punto di vista nutrizionale sono una buona fonte di potassio, di magnesio e di vitamina B6. Una banana di medie dimensioni e non troppo matura contiene circa 110 calorie e fornisce 30 grammi di carboidrati e 3 grammi di fibre che aiutano al mantenimento della sazietà, per i ragazzi è meglio scegliere questo frutto per gli spuntini piuttosto che orientarli verso prodotti confezionati e inoltre le banane sono un frutto ideale per chi pratica sport. Sono inoltre utili per dare buonumore e ridurre lo stress grazie al loro importante contenuto di triptofano, un aminoacido che il nostro corpo converte in serotonina, un neurotrasmettitore che migliora il tono dell’umore. Infine sono presenti anche la vitamina B6 che aiuta a dormire meglio e il magnesio che contribuisce a rilassare i muscoli.
L’Ananas è un frutto molto conosciuto ed utilizzato da anni nella dieta occidentale, cresce spontanea nelle foreste tropicali e subtropicali del Sudamerica. All’ananas sono riconosciute proprietà eupeptiche, ossia fa parte di quegli alimenti in grado di stimolare la secrezione dei succhi gastrici e di facilitare le funzioni digestive. Questa azione benefica a livello gastrico è amplificata anche dalla presenza di bromelina un enzima proteolitico in grado di ridurre le proteine in semplici amminoacidi, la polpa ne contiene una piccola quantità mentre il gambo dell’ananas (la parte fibrosa centrale) è ricco di bromelina, è importante quindi non scartarlo anche se appare duro alla masticazione, la bromelina utilizzata per la preparazione di farmaci o integratori si estrae proprio da esso.
L’ananas è anche in grado di facilitare il metabolismo dei grassi perchè la presenza di fibre contenute nella polpa del frutto sono in grado di contrastare, a livello intestinale, l’assorbimento dei lipidi alimentari, per questo motivo e per le sue poche calorie è uno tra i frutti consigliati a chi sta seguendo un regime alimentare a scopo dimagrante. Tutti questi benefici sono nel frutto fresco, le vitamine e la bromelina sono termolabili pertanto l’ananas cotto diventa solo una buona fonte di fibra alimentare.
Infine qualche informazione sul Fico d’India che nonostante sia un frutto tropicale cresce molto bene anche in Italia nelle regioni con clima caldo, le piante di fichi d’india assomigliano molto ai tradizionali cactus (con i quali sono botanicamente imparentate). Queste piante grasse nel periodo estivo producono dei frutti di colore giallo-arancio con forma allungata, caratterizzati da una buccia ricoperta da piccolissime spine che rendono la sbucciatura un po’ difficile. Il frutto è costituito da una polpa succosa e carnosa dove si trovano numerosi semini, è molto ricco di acqua, di vitamine, soprattutto vitamina C e minerali tra cui potassio e magnesio.
Contiene inoltre molte fibre che aiutano la peristalsi intestinale contrastando il problema della stitichezza, consumare regolarmente questi frutti, quando sono di stagione, porta un netto miglioramento delle funzioni intestinali.
Sempre grazie alla presenza delle fibre, i fichi d’india aumentano il senso di sazietà, sono utili inoltre per assimilare meno grassi e zuccheri tenendo a bada glicemia e sovrappeso, ecco perché vengono spesso consigliati come spuntino per chi è a dieta. Inoltre sono ricchissimi di antiossidanti, sostanze necessarie al nostro corpo per combattere i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.
Una controindicazione al loro utilizzo si ha per i soggetti che soffrono di diverticolosi.

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Il latte

Il latte è un alimento molto conosciuto ed utilizzato in tutto il mondo.
Viene prodotto dalla mungitura di diverse specie di mammiferi e per definizione del ministero della salute è derivato ”dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa, di animali in buono stato di salute e nutrizione” Per legge il termine generico “latte” fa riferimento a quello di vacca, invece per tutti gli altri tipi, derivanti da altri animali, deve essere specificato sulla confezione il nome della specie.
In commercio si trovano infatti oltre al latte di vacca, quello di capra, di pecora, di bufala, di asina.
Il latte è considerato da sempre un alimento completo perché contiene tutti e tre i macronutrienti: proteine, grassi e zuccheri, oltre a sali minerali (calcio, fosforo, sodio, potassio) e vitamine (vitamina A, D e alcune vitamine del gruppo B).
Grazie a queste caratteristiche nutrizionali il neonato in pochi mesi raddoppia il suo peso utilizzando solo questo alimento.
Il calcio presente nel latte è certamente un elemento necessario per l’organismo durante tutte le fasi della vita, utile per bambini, ragazzi, adulti, donne in gravidanza e anziani.
Nel latte il calcio si trova nella forma chimica facilmente ”biodisponibile” e inoltre il lattosio presente ne favorisce l’assorbimento.
Gli alimenti vegetali (cereali e verdure) invece contengono sostanze che sequestrano il calcio, formando fitati e ossalati di calcio difficili da assimilare, per cui l’alimento animale resta la nostra fonte essenziale.
Il latte contiene anche fosforo molto importante per ossa e denti.
Lo zucchero del latte è il lattosio un disaccaride formato da una molecola di glucosio e una di galattosio.
Il lattosio viene digerito nell’intestino per la presenza dell’enzima lattasi, la massima attività dell’enzima si ha nei primi anni di vita.
In alcune persone, in età adulta, si manifesta carenza di lattasi, il lattosio quindi resta indigerito nell’intestino dove determina fermentazioni batteriche. I sintomi sono rappresentati da coliche addominali, diarrea, meteorismo intestinale.
Da alcuni anni il commercio propone latte ad ”alta digeribilità” detto HD nei quale le molecole di lattosio sono già scomposte in glucosio e galattosio, immediatamente assimilabili.
L’intolleranza al lattosio è dovuta ad una carenza enzimatica e non va confusa con l’allergia al latte che è una reazione del sistema immunitario nei confronti della componente proteica del latte, si manifesta nei bambini fino al 2°-3° anno di vita, raramente negli adulti.
Le proteine del latte sono di buona qualità con alto valore biologico in quanto contengono aminoacidi essenziali che il corpo non è in grado di sintetizzare. Il contenuto proteico per 100 grammi di prodotto si aggira da 3,2 -3,6 milligrammi a seconda della scrematura e del metodo di sterilizzazione.
I grassi nel latte sono per i 2/3 saturi, caratterizzati da buona digeribilità per la presenza di acidi grassi a corta e media catena.
In commercio si trova latte modificato nel suo contenuto di grassi infatti oltre al latte intero esiste latte parzialmente scremato e latte scremato, in quest’ultimo per l’assenza completa di grasso non sono contenute le preziose vitamine liposolubili A e D.
Le calorie presenti in 100g di latte dipendono proprio dal contenuto di grassi, 63 kcal nel latte intero, 46 kcal nel latte parzialmente scremato, 36 kcal nello scremato.
Il latte è uno dei principali alimenti consumati abitualmente con la prima colazione e dalla sua trasformazione sono ricavati numerosi prodotti alimentari, formaggi freschi, formaggi stagionati e yogurt.
Molteplici sono gli usi nell’industria alimentare nella preparazione di salse, purè, creme, dessert, dolci e prodotti da forno.

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Cardi e Carciofi

Al fine di raggiungere il benessere è conveniente parlare di alimenti depurativi e disintossicanti. Le verdure bianche, verdi e amare sono gli ortaggi più indicati a questo scopo.
Nello specifico vorrei considerare le proprietà del carciofo e del cardo, due ortaggi con caratteristiche molto simili.
Il cardo, anche chiamato carciofo selvatico, è un ortaggio noto con il nome di Cynara cardunculus. Esistono diverse varietà di cardo: il cardo coltivato e il cardo selvatico. In particolare c’è una varietà di cardo selvatico diffuso nell’Italia centrale, meridione e nelle isole, chiamato Silybum marianum comunemente detto Cardo Mariano, molto conosciuto proprio per le sue proprietà depurative e disintossicanti.
Il cardo è una pianta erbacea perenne con fiori rosa-violacei, di solito diventa più tenero e più commestibile dopo una gelata, è un ortaggio che per questo motivo raggiunge il suo massimo potenziale nutrizionale in inverno.
Il cardo ha un sapore amarognolo, ha virtù depurative in particolare per il fegato grazie alla presenza della Silimarina, una sostanza formata da una miscela di flavonoidi, sostanze antiossidanti, che contribuiscono a mantenere giovane l’organismo attraverso l’eliminazione di radicali liberi, scorie e tossine.
Il cardo, per la presenza di fibre, ha proprietà lassative, scarso valore calorico per cui è molto indicato nelle diete ipocaloriche.
Di solito viene consumato bollito (necessita però tempi di bollitura molto lunghi), solo il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato si mangia anche crudo. Famoso è il suo utilizzo nella Bagna Cauda, piatto tipico piemontese.
Il merito degli effetti benefici del carciofo invece è da attribuire in gran parte alla Cinarina, un polifenolo derivato dall’acido caffeico presente soprattutto nelle foglie di questo ortaggio. Questa sostanza aromatica dà al carciofo il tipico sapore amarognolo. La Cinarina favorisce la diuresi e ha azione coleretica stimolando la produzione di bile e azione colagoga facilitando il deflusso della bile nell’intestino.
Il carciofo contiene anche inulina, una fibra che aiuta a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo esogeno.
Questo ortaggio ha un basso contenuto calorico, discreta quantità di vitamine e di sali minerali che però vengono persi nella cottura, per cui per beneficiare al meglio delle proprietà nutrizionali bisognerebbe utilizzarlo crudo. E’ ottimo in insalata anche il cuore del gambo privato dalla parte esterna,
I carciofi contengono una discreta quantità di ferro, per questo motivo è buona regola consumarli in sinergia con la vitamina C per migliorarne l’assorbimento.
I carciofi bolliti o cotti a vapore perdono molti sali minerali nel liquido di cottura per cui consiglio di non buttare via l’acqua, ma di utilizzarla come base per zuppe o minestre o come tisana depurativa.
Le controindicazioni all’uso di carciofi e cardi si evidenziano in soggetti con l’intestino irritabile, per chi soffre di calcoli biliari o ostruzioni dei dotti biliari e in gravidanza ed allattamento.

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Te verde Matcha

Il tè verde Matcha è considerato uno tra i più potenti super cibi presenti sul mercato, da oltre mille anni viene consumato in estremo oriente ma solo da poco è apparso sulle nostre tavole.

Questo tipo di te si ricava, come il te verde, dalle foglie della Camellia sinensis, in questo caso però vengono utilizzate solo le foglie giovani della pianta.

Le tre settimane prima del raccolto le foglie vengono coperte dalla luce del sole in modo che la pianta rilasci il quantitativo massimo di clorofilla e dell’aminoacido L-Teanina il vero principio attivo.

Il Matcha contiene fino a 5 volte di più di L-Teanina del normale tè verde.

Dopo la raccolta le foglie vengono macinate in mulini di pietra fino ad ottenere una delicata polvere che viene conservata al riparo dalla luce e dall’ossigeno per mantenere il suo brillante colore verde e le sue proprietà antiossidanti e disintossicanti in grado di eliminare metalli pesanti e sostanze chimiche dal corpo.

Le foglie della Camellia sinensis vengono coltivate un po’ in tutto l’oriente ma il Giappone ne produce di migliore qualità.

Ancora adesso nei cerimoniali giapponesi il matcha viene servito in speciali ciotole e la polvere viene meticolosamente mescolata con un frullino in bambù per evitare la formazione di grumi.

Il tè matcha si prepara per sospensione e non per infusione come gli altri tipi di tè. Questa polvere viene mischiata a latte o acqua calda (non oltre gli 80 gradi) per ottenere il matcha latte o il tè verde matcha.

I monaci buddisti, da sempre, hanno utilizzato questa bevanda durante le meditazioni per migliorare il rilassamento ma nello stesso tempo la concentrazione e l’attenzione.

L’alta presenza di L-Teanina, rende la persona rilassata ma anche vigile e concentrata, attiva le onde cerebrali, dando una sensazione di calma; questo effetto, combinato con il contenuto di caffeina, offre uno stato equilibrato di calma e attenzione.

Una tazza di tè Matcha ha l’equivalente di catechine di circa 10 tazze di normale tè verde.

Gli effetti benefici di una singola tazza possono durare fino a 6 ore fornendo energia di migliore qualità rispetto al caffè.

Le catechine presenti nel tè verde Matcha hanno anche azione sul sistema immunitario con proprietà antibiotiche e antibatteriche.

L’utilizzo del Matcha si ha anche nei regimi alimentari controllati infatti, oltre a ridurre la sensazione di fame, aiuta ad accelerare il metabolismo e a bruciare calorie più velocemente, senza però dare effetti collaterali quali ipertensione.

La polvere matcha è ricca di vitamine B1, B2, aminoacidi, sali minerali, polifenoli tra cui la catechina chiamata EGCG, che aiuta a prevenire la degenerazione delle cellule e l’invecchiamento precoce. Ha azione calmante sulle mucose dello stomaco e dell’intestino ed è utile nelle malattie nervose o infiammatorie dell’apparato digerente, è un efficace rimedio anche contro l’iperacidità gastrica.

Ovviamente non si può abusarne e soprattutto non va bene utilizzarlo troppo concentrato perchè potrebbe causare tremori e palpitazioni per il suo contenuto di caffeina.

L’utilizzo consigliato è a colazione anche nel latte oppure come bevanda da bere nella mattina fino alle ore 14.

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