LE ALGHE

Da noi le alghe sono poco conosciute e utilizzate ma in altre parti del mondo, soprattutto in oriente, vengono consumate da millenni.

Vivono sia in acqua dolce che salata, hanno un corpo chiamato ”tallo” molto semplice rispetto ad altri organismi vegetali che possiedono radici, fusto e foglie. Possono essere unicellulari o pluricellulari, sono fonte di nutrimento per tutti gli organismi acquatici.

Le alghe utilizzate per il consumo umano sono pluricellulari, le conosciamo con il nome di alghe verdi, alghe rosse e alghe brune, vengono chiamate ”verdure di mare” ma per le loro caratteristiche nutrizionali non possono essere mangiate liberamente come si fa con le verdure ”di terra”.

Contengono carboidrati, un buon apporto proteico e molti sali minerali ed oligoelementi assorbiti dall’ambiente salino in cui vivono, i più rappresentati sono potassio, calcio, magnesio, sodio e ferro. Questi sali hanno un’elevata biodisponibilità cioè hanno la caratteristica di avere la forma chimica facilmente assimilabile dall’organismo umano. Solo le alghe marine contengono iodio per cui le persone che soffrono di ipertiroidismo devono evitarne l’uso, le micro alghe di acqua dolce come Spirulina e Chlorella non lo contengono.

Nelle alghe sono presenti anche vitamine idrosolubili e liposolubili, clorofilla, fucoxantina, betacarotene, ficocianina sostanze con azione antiossidante contro la formazione di radicali liberi.

Sono vegetali ricchi in fibra gelatinosa utile alla peristalsi intestinale, hanno pochi grassi ma di buona qualità, conosciuti come acidi grassi omega 3 in particolare EPA e DHA.

Le alghe crescono spontaneamente nei mari e nei fiumi ma le commestibili sono anche coltivate, dopo la raccolta non subiscono lavorazioni, vengono lavate in acqua dolce e fatte seccare al riparo dalla luce. In cucina si uniscono alla cottura di zuppe con legumi e cereali in chicchi (es: riso,orzo, quinoa, amaranto) oppure crude in insalata, la cucina cinese e giapponese ne fa uso da sempre.

Solitamente si trovano essiccate, prima dell’utilizzo vanno sciacquate e lasciate in ammollo per almeno mezz’ora.

L’alga Kombu è la più conosciuta, viene utilizzata per migliorare il sapore delle pietanze, aggiungendone una decina di centimetri durante la cottura di cereali e legumi.

La Wakame è un’alga bruna ricca di vitamine, sali minerali e con un alto contenuto di iodio in grado di stimolare l’attività della ghiandola tiroidea, ha azione sul metabolismo, ottima alleata nel controllo del peso corporeo. Per la sua azione stimolante si sconsiglia l’uso alle persone affette da ipertiroidismo, anche l’assunzione serale va evitata per non causare insonnia.

Le alghe di acqua dolce più conosciute sono la Spirulina, detta cosi per la sua forma di filamenti arrotolati e la Chlorella. Entrambe ricchissime di antiossidanti, clorofilla, prive di iodio, con concentrazioni di betacarotene (provitamina A) più alte di quelle presenti negli ortaggi ”terrestri”.

In commercio si trovano in compresse o in polvere da diluire in bevande o yogurt.

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COCCO (Cocos nucifera)

Il cocco è il frutto della palma Cocos nucifera della famiglia delle Arecaceae, pianta che cresce in zone molto calde. In commercio si trovano frutti provenienti soprattutto da Costa d’Avorio e Sri Lanka.

La noce di cocco è molto pesante, può superare anche il chilogrammo. La parte esterna è notoriamente molto dura e legnosa, la parte commestibile è all’interno formata da una polpa bianca e da un liquido, la cosiddetta ”acqua di cocco” estratta però solo dalle noci giovani, ancora verdi.

Dall’acqua del cocco si ricava una bevanda molto dissetante poco calorica, con meno di 20 kcal per 100 g, basso contenuto di zuccheri e grassi ma ricca in vitamine e sali minerali tra i quali potassio, fosforo, calcio, ferro.

In Italia l’acqua di cocco si trova nei negozi di alimentazione naturale, di provenienza biologica senza coloranti e conservanti, a costo molto elevato. Viene usata soprattutto dagli sportivi per reintegrare le perdite di sali e prevenire i crampi muscolari. Utile anche nel cambio di stagione per rafforzare le difese immunitarie e alleviare la stanchezza.

La polpa della noce giovane è gelatinosa e morbida, da noi arrivano frutti con polpa più compatta ricca in fibre, normalmente la si utilizza al naturale oppure essiccata sotto forma di farina o in scaglie.

Il cocco fresco contiene fibra, acqua, sali minerali e vitamine ma anche una parte grassa, che lo rende un frutto molto nutriente e piuttosto calorico, 100 grammi di polpa hanno infatti 364 calorie. I grassi presenti sono per la maggior parte saturi, anche se a catena media e corta, con un potere aterogeno basso, sono quindi meno dannosi del burro.

La componente grassa ha l’importante funzione di rallentare l’assorbimento degli zuccheri e non alzare l’indice glicemico. Il frutto fresco può essere usato, adeguatamente porzionato, come spuntino o abbinato alle insalate.

La farina di cocco viene usata nella preparazione di dolci, contiene circa il doppio delle calorie del frutto fresco, è priva di glutine, adatta nell’alimentazione del celiaco.

Dalla polpa del cocco si ottengono anche il latte, la panna e l’olio.

Il latte di cocco è preparato aggiungendo alla polpa acqua calda, si ottiene un liquido simile per aspetto al latte vaccino, la crema o panna ha consistenza più densa con maggior componente lipidica, entrambi hanno un gusto gradevole e vengono usati nella preparazione di dolci e pietanze salate, sono un’ottima proposta per persone intolleranti al lattosio e vegani. Sia il latte che la panna vengono usati frequentemente come ingredienti di piatti speziati per attenuarne il gusto piccante.

L’olio, estratto dalla spremitura della polpa essiccata, ha una componente lipidica satura di circa il 90% formata soprattutto da acido Laurico e una piccola percentuale di acido oleico e linoleico. L’acido Laurico ha proprietà antimicrobiche e aiuta a rafforzare il sistema immunitario. L’olio di cocco ha le stesse calorie dell’olio di oliva, circa 900 cal/100g, per cui bisogna stare molto attenti alle dosi utilizzate. Consiglio di aggiungere un cucchiaino di olio di cocco per insaporire le pietanze a fine cottura o al frullato, in quest’ultimo caso, oltre a migliorarne il sapore rallenta l’assorbimento degli zuccheri presenti nella frutta.

In ambito cosmetico il cocco, per le sue proprietà nutrienti, viene utilizzato nella composizione di creme anti -age, creme dopo sole, creme da massaggio. Ha anche azione emolliente e lenitiva su zone colpite da eczemi e psoriasi. Grazie a un buon potere schiumogeno si presta nella produzione di saponi e prodotti per capelli. Infine anche la parte fibrosa esterna, molto resistente, viene utilizzata per realizzare cesti, tappeti, corde, spazzole.

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Tè Bianco detto “Tè dell’imperatore”

Il tè bianco, originario del Giappone, Cina, Sri Lanka e da pochi anni diffuso anche in occidente, è una bevanda molto preziosa, tanto da essersi guadagnata nel tempo l’appellativo di bevanda dell’imperatore.

Tutte le varietà di tè che troviamo in commercio derivano dalla pianta chiamata Camelia sinensis , la differenza tra essi dipende dalla raccolta e dalla successiva lavorazione. I tè meno lavorati e quindi più ricchi di antiossidanti, sono il tè verde, il tè matcha e il tè bianco.

La differenza principale tra questi tre tipi è che il tè bianco si produce raccogliendo i germogli ancora chiusi, quindi in età più giovane rispetto agli altri due tipi di tè

I germogli sono ricoperti da delicati petali bianchi, che si trovano all’apice del fusto della pianta. Il nome del tè bianco deriva proprio dalla colorazione bianca dei petali che ricoprono germogli.

La raccolta dei germogli avviene solo per pochi giorni, due volte l’anno, nella piantina appena germogliata. Proprio per questo motivo il tè bianco è molto piu raro e costoso.

Questo tè non subisce alcuna lavorazione e trasformazione, viene solo appassito ed essiccato all’aria, conserva i principi nutrizionali in misura maggiore rispetto alle altre varietà di tè, solo con il te verde e il te matcha condivide caratteristiche simili.

L’assenza di manipolazioni rende il te bianco ricchissimo di polifenoli, sostanze antiossidanti che esercitano azioni benefiche per la salute, proteggono le cellule dall’invecchiamento, migliorano la salute cardiovascolare e l’abbassamento del colesterolo. Il tè bianco ha una concentrazione di antiossidanti tre volte superiore a quella del tè verde inoltre contiene vitamine del gruppo B, calcio, ferro.

Il tè bianco contiene metilxantine, caffeina, teofillina e teobromina, in misura minore rispetto agli altri tipi di tè, una tazza di tè nero contiene circa 60 mg di caffeina mentre il tè bianco non arriva a 15 mg di caffeina. Sicuramente la maggiore presenza di antiossidanti e minor contenuto di caffeina rende il tè bianco una scelta molto sana.

Le metilxantine presenti, soprattutto la caffeina, esercitano anche effetti lipolitici sugli adipociti, facilitando il dimagrimento. Inoltre la teofillina e la teobromina sono due sostanze con azione diuretica e stimolanti sulla circolazione sanguigna, depurano l’organismo migliorando la diuresi. Controindicazioni all’uso di questo tipo di tè si ha per le persone che soffrono di gastrite o di ulcera duodenale e non è consigliato per i bambini piccoli ed è meglio non farne uso alla sera.

La preparazione è molto importante, nell’acqua, non in ebollizione ma molto calda aggiungere due cucchiaini di tè bianco sfuso o una bustina, Il tempo di infusione consigliato va dai 2 al max 5 minuti, a seconda che si preferisca un gusto più o meno forte, chiaramente tempi maggiori di infusione liberano maggiori concentrazioni di caffeina.

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Bacche di Goji

Le bacche di Goji appartengono alla famiglia delle Solanacee, sono il frutto di due tipi di piante Lycium barbarum e Lycium chinese, per le loro proprietà sono da anni conosciute dalla medicina tradizionale cinese come frutto di longevità e vitalità, anche i monaci tibetani le consideravano molto preziose per la salute tanto da soprannominarle ” Diamanti rossi” .

Sono bacche selvatiche che crescono ad alte quote nelle montagne del Tibet, Hymalaia, Cina e Mongolia, da qualche anno sono arrivate nei nostri negozi e recentemente in Europa è iniziata la loro coltivazione.

Sono molto piccole di colore rosso, ricche di sostanze antiossidanti utili contro l’invecchiamento cellulare, con proprietà anti- infiammatorie e basificanti.

Caratteristica importante di queste bacche è l’alto contenuto in fibra che stimola il metabolismo e regola l’assorbimento degli zuccheri nel sangue dando un elevato potere saziante. Va molto bene utilizzare un cucchiaio di bacche come spuntino tra un pasto e l’altro proprio per controllare il senso di fame, per questo motivo sono un buon aiuto per chi segue una dieta di attenzione calorica.

Hanno anche un’ importante azione sul sistema immunitario per la presenza di un’ elevata quantità di vitamina C, sali minerali, vitamina A, vitamine del gruppo B.

Visto la presenza di numerosi nutrienti queste bacche hanno un effetto tonico e vengono consigliate a colazione, soprattutto per i ragazzi in crescita, abbinate con yogurt e fiocchi d’avena per dare energia a lento rilascio ed iniziare al meglio la giornata.

L’elevata presenza di vitamina A e sali minerali rende le bacche di Goji un prezioso aiuto anche per pelle, capelli e unghie.

E’ buona norma utilizzarle nel periodo invernale e nei periodi di maggiore attività fisica ed intellettuale, va bene assumerle a tutte le età, dallo studente all’adulto che attraversa un periodo di superlavoro, e chiaramente anche nell’età senile proprio per le loro caratteristiche anti invecchiamento.

Attualmente il commercio le propone in vari modi, in erboristeria si possono trovare sotto forma di succo, tisana, polvere essiccata, in capsule come nutraceutici. Nei negozi specializzati, ma oramai anche nei supermercati, si trovano sacchettini di bacche pronti all’uso da utilizzare come snack o da aggiungere alle insalate o allo yogurt.

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Asparagus officinalis

Gli asparagi sono ortaggi appartenenti alla famiglia delle Liliaceae come l’aglio e la cipolla, da moltissimi anni vengono coltivati in Europa, l’Italia ne produce diverse varietà.
Nella nostra zona viene coltivato il famoso asparago violetto conosciuto ed esportato in tutto il mondo apprezzato proprio perchè molto più tenero e meno fibroso di altre specie.
Esistono molti tipi di asparagi con diversa colorazione, verde, rosa, bianca e violetta. Queste varietà presentano differenze cromatiche ma sapore e qualità nutrizionali simili.
Questi ortaggi contengono il 90% di acqua, sono poco calorici (circa 25 calorie per 100 grammi), contengono molta fibra e soprattutto sono ricchi di sostanze antiossidanti, sali minerali e vitamine.
Tra i sali minerali troviamo fosforo, calcio, potassio. Questi rendono l’asparago sensibilmente diuretico e depurativo contribuendo, insieme alle sostanze antiossidanti presenti, all’eliminazione di scorie e tossine presenti nell’organismo.
Inoltre l’alto contenuto di potassio regola la pressione sanguigna ed aiuta il sistema cardiocircolatorio. Importante da segnalare è anche il contenuto di Inulina, una fibra che apporta benefici all’apparato digerente e alla flora batterica intestinale contrastando la stipsi.
La presenza di antiossidanti e di numerose vitamine, tra cui la vitamina C, aiutano a contrastare l’invecchiamento.
Il caratteristico sapore amarognolo dell’asparago viene dato dalla presenza di un aminoacido, l’Aspargina, questo si avverte perchè nella via catabolica a livello renale si formano gruppi solfurei che conferiscono un odore intenso alle urine subito dopo avere mangiato.
Nei tempi antichi, per monitorare la funzionalità renale, si faceva mangiare l’asparago al paziente e si controllava dopo quanto tempo le sostanze di scarto erano presenti nelle urine, più presto veniva avvertito il tipico odore più il rene aveva buona capacità filtrante.
L’asparago viene consigliato nelle diete di attenzione all’apporto calorico per le sue basse calorie ma soprattutto per il suo sapore amarognolo che regola la sensazione di fame.
Le migliori verdure da consigliare in questo caso sono proprio quelle bianche, verdi e amare.
Gli asparagi sono un ortaggio primaverile, vanno consumati freschi e di stagione quelli che troviamo sui mercati in altri mesi dell’anno sono importati dall’estero, soprattutto dalla Spagna.
Gli asparagi, per l’alta presenza di Aspargina, hanno però anche delle controindicazioni, sono da evitare in caso di calcoli renali, nefropatie, problemi vescicali, iperuricemia o gotta.
Vanno consumati cotti a vapore o bolliti, conditi con olio di oliva e limone o aceto.
L’acqua di cottura può essere riutilizzata nella preparazione di risotti o come acqua di bollitura della pasta o come brodo vegetale. Può essere anche bevuta sia a temperatura ambiente che tiepida.
Se proprio non gradita può essere utilizzata per innaffiare le piante in quanto ricca di composti azotati e sali minerali.

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Pomelo, Cedro e Mandarino: antenati di tutti gli agrumi

Il pomelo è il frutto della pianta Citrus maxima o citrus grandis appartenente alla famiglia delle Rutacee, classificata così proprio per la produzione di frutti di straordinarie dimensioni.
Questi frutti sono poco presenti nella grande distribuzione nonostante si tratti di agrumi di origine molto antica, considerati, insieme al mandarino e al cedro, i precursori di agrumi molto più comuni presenti quotidianamente sulle nostre tavole.
La pianta del pomelo cresce bene in climi caldi soprattutto nelle fasce tropicali, attualmente la Cina è uno tra i maggiori produttori. Questi frutti, per arrivare sulle nostre tavole, necessitano di lunghi trasporti, ecco perchè nei negozi si trovano avvolti da una retina e da una pellicola di plastica che protegge la ceratura fatta nel paese produttore per mantenere il prodotto inalterato nel tempo.
Da pochi anni anche nelle regioni più calde d’Italia è iniziata la coltivazione di questo agrume.
Il pomelo è conosciuto con nomi diversi, a Genova è chiamato ”Sciaddocco” nome derivato dal capitano Shaddock, che secondo la storia, introdusse il frutto in Giamaica, per lo stesso motivo Shaddock è il nome inglese del pomelo.
La caratteristica che distingue il pomelo dagli altri agrumi è la sua straordinaria dimensione. Sotto alla buccia abbastanza sottile si trova uno strato spesso di massa bianca spugnosa, amara e non commestibile, chiamata ”albedo”. All’interno si trova una polpa giallo paglierino con un gusto non troppo acido e molto ricca in fibra, il succo è abbastanza scarso per cui è un frutto non adatto alla spremitura. Il pomelo è un agrume poco calorico, 100 g di prodotto apportano circa 38 kcal, viene consigliato nelle diete soprattutto per la presenza di fibra e per il suo potere saziante, e’ un frutto ricco di potassio, di vitamine, soprattutto vitamina C e vitamine del gruppo B.
Il pomelo viene consumato prevalentemente al naturale o abbinato alle insalate. La buccia viene anche impiegata per la preparazione di canditi o per l’estrazione di oli essenziali.
Il Pomelo, come il pompelmo, contiene sostanze che possono ridurre in misura importante l’attività di numerosi farmaci, per cui è buona norma leggere le informazioni descritte sul foglietto illustrativo del medicinale utilizzato.
Altro capostipite della grande famiglia degli agrumi è il cedro, frutto originario dell’Asia ma coltivato anche nel Mediterraneo, Il cedro è un albero da frutto, il suo nome scientifico è Citrus medica appartenente alla famiglia delle rutacee.
Ha una buccia giallo-verde, uno strato bianco sottostante molto spesso, la cosi detta scorza, che rappresenta il 70% del suo peso e con polpa piuttosto ridotta. La scorza, molto ricca di esperidina, un flavonoide con proprietà antiossidanti, è la parte più utilizzata del frutto nella preparazione di canditi, nelle marmellate, nell’estrazione di oli essenziali e nella preparazione di bevande sia alcoliche che analcoliche come la famosa cedrata. Il cedro, come tutti gli agrumi, ha poche calorie e contiene vitamina C, sali minerali e fibra. Ne esistono diverse varietà, alcune non commestibili ad uso ornamentale come la così detta mano di Buddha. Il cedro ha un buon utilizzo anche nel settore cosmetico e domestico. Del mandarino, appartenente alla stessa famiglia del pomelo e del cedro, esistono diverse varietà, le più comuni sono Citrus reticulata, Citrus nobilis e Critus clementina.
Noi siamo abituati a vedere dai nostri fruttivendoli mandarini e clementine. Le due specie sono simili ma, un occhio attento nota che la clementina è più rotonda, molto più simile ad un arancio e con la scorza più sottile rispetto al mandarino. All’interno la clementina ha meno semi. I contenuti nutrizionali nelle due specie sono uguali, le clementine hanno però più vitamina C (54 mg per 100 grammi contro 42 mg del mandarino) e una minore concentrazione di zuccheri ( 8,7 mg contro 17,6 per 100 grammi) per questo motivo risultano mene caloriche ( 37 kcal contro le 72 kcal del mandarino), la quantità di calcio è simile. Il potassio e la fibra sono invece maggiori nel mandarino. Concludendo gli agrumi in genere, per la loro presenza di fibra, sono da consigliare ad inizio pasto per aumentare il senso di sazietà e sono indicati nelle diete di attenzione calorica, solo il mandarino, più ricco di fruttosio, non va bene a questo scopo ed è sconsigliato alle persone diabetiche.

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Pompelmo

Il pompelmo (citrus paradisi) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee, da secoli viene coltivato come specie autonoma ma deriva da un antico ibrido tra arancio e pomelo.

Sul mercato esistono molte varietà di pompelmo, le più diffuse sono tre: il pompelmo giallo o bianco, pompelmo rosa e pompelmo rosso. Tutti e tre i tipi hanno caratteristiche nutrizionali molto simili ma il pompelmo rosa e rosso contengono anche il betacarotene e il licopene, sostanze antiossidanti benefiche soprattutto nella prevenzione tumorale, sono più dolci e contengono più fruttosio e un pò meno vitamina c.

Il pompelmo in genere ha 26 kcal per 100 grammi di polpa ed è un frutto ricco di fibra, di sali minerali e di sostanze antiossidanti, tra esse troviamo vitamina A, vitamina C, beta carotene, licopene, luteina, zeaxantina, naringenina e limonene, quest’ultimo insieme all’acido citrico è responsabile del gusto acido. L’acido citrico inoltre, aumentando il PH delle urine, provoca un ambiente sfavorevole alla formazione di calcoli di ossalato di calcio. Tutte queste sostanze antiossidanti svolgono un ruolo molto importante per la salute della vista, per la fragilità capillare, per infezioni polmonari, per l’apparato urinario, sono detossificanti a livello epatico e stimolanti del sistema immunitario.

Il pompelmo ha un buon contenuto di pectina, una fibra insolubile, che aiuta a proteggere la mucosa del colon da tumori e contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo esogeno nel sangue riducendone il riassorbimento intestinale. Proprio per la presenza di fibra, è un frutto indicato per contrastare il sovrappeso, infatti la fibra contribuisce a dare senso di sazietà e a rallentare la velocità di svuotamento dello stomaco. Per ottenere questi benefici è consigliato mangiarlo prima del pasto.

Il consumo regolare del pompelmo protegge dalle malattie vascolari, specialmente l’aterosclerosi, aiuta a controllare i livelli di insulina ed è preventivo del diabete di tipo 2 ed essendo ricco di potassio tiene anche sotto controllo la pressione sanguigna e la ritenzione idrica.

Nonostante tutte le proprietà benefiche, bisogna segnalare che questo frutto può interferire con alcuni farmaci, modificando il loro corretto funzionamento provocando un accumulo e/o un aumento dell’assorbimento, queste interferenze sono comunque sempre segnalate dalle ditte farmaceutiche.

Un discorso a parte si deve fare per i semi di pompelmo, nel commercio esistono dei prodotti nutraceutici derivati dalla macinazione dei semi, l’ estratto è chiamato anche GSE (Grapefruit Seed Extract) ha proprietà antibatteriche e antifungine, può essere considerato un vero e proprio antibiotico naturale. Si usa prevalentemente per curare infezione da microrganismi e per stimolare il sistema immunitario. Il pompelmo, per il suo gusto acidulo, ha un impiego in cucina molto più limitato di altri frutti. Si usa soprattutto negli antipasti, con pesci e crostacei, apprezzato in insalata con rucola e grana, si abbina bene anche a secondi piatti freddi, come ad esempio con il prosciutto crudo, bresaola, pesce spada o salmone. Nel settore dei dolci, il pompelmo trova impiego nella produzione di marmellate, torte e sorbetti.

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Peperoncino

Esistono più di 3000 varietà di peperoncino, in Italia la specie più coltivata è il peperoncino rosso (capsicum annuum), pianta annuale di origine americana, appartenente alla famiglia delle Solanacee. La caratteristica principale di questa spezia è la piccantezza dovuta alla Capsaicina, un alcaloide presente in concentrazioni variabili a seconda delle diverse specie. Questa sostanza piccante si trova nei filamenti interni di colore bianco in cui sono attaccati i semi. I filamenti e i semi si trovano nella parte alta del frutto, per questo motivo la punta del peperoncino è meno piccante rispetto alla parte superiore. La capsaicina è solubile in alcool o grasso, per cui se si vuole smorzare il bruciore avvertito sulle papille gustative dopo l’ingestione di un peperoncino particolarmente piccante, può essere utile bere un bicchiere di vino oppure mangiare formaggio o una salsa a base di yogurt intero. Nella cucina messicana e indiana, molto speziata e piccante, c’è infatti, per questo motivo, l’usanza di accompagnare i pasti con panna e yogurt. Anche una fetta di pane costituisce un rimedio efficace contro il bruciore, la masticazione della crosta rimuove meccanicamente le molecole di capsaicina dai recettori della lingua. Per misurare la piccantezza dei peperoncini si usano le unità di Scoville (SU) che calcolano la reale quantità di capsaicina presente all’interno del peperoncino. Il valore di capsaicina trovato si confronta in una scala di valori che vanno da 0 (quantità presente nel peperone dolce) a 16 milioni (valore della capsaicina pura). I peperoncini col maggior grado di piccantezza appartengono alla specie chinense, originaria dell’Amazzonia, tra di essi si trova l’Habanero, peperoncino messicano considerato tra i più piccanti. Il peperoncino ha 26 kcal/100 grammi, contiene sali minerali calcio, fosforo e una grande quantità di potassio (230 mg/100grammi). Il peperoncino fresco è molto ricco di vitamina C (229 mg in 100grammi), però questo valore si riduce drasticamente nel peperoncino essiccato. Questa spezia ha moltissime proprietà benefiche, stimola la circolazione sanguigna, ha proprietà anti- batteriche, aiuta ad abbassare il colesterolo e attiva il metabolismo. L’uso eccessivo, però, può creare irritazione alla mucosa gastrica, è quindi seriamente controindicato per persone che soffrono di ulcera, gastrite, cistite ed emorroidi. Da evitare anche in gravidanza ed allattamento. Il tipico sapore piccante rende il peperoncino una spezia ideale in cucina , ma essendo molto ricco di principi attivi, il peperoncino è anche utilizzato nella preparazione di creme ed inguenti ad uso topico. Per concludere una curiosità: il peperoncino si è diffuso in tutto il mondo grazie agli uccelli che lo beccano, attratti dai suoi colori variopinti, disseminando casualmente i semi, che non vengono distrutti dalla digestione, con le feci.

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Il limone

Citrus limon è un albero appartenente alla famiglia delle rutaceae, il suo frutto è il limone derivato da un incrocio tra pomelo cedro e lime. Il limone viene coltivato principalmente nel sud-Italia in particolare in Sicilia, Calabria e Campania. Anche in Liguria si hanno buone produzioni grazie al clima invernale mite. La coltivazione dei limoni è florida soprattutto nelle zone tropicali con clima caldo umido, infatti nei periodi fuori stagione i limoni arrivano nei nostri punti vendita da Argentina, Brasile e Spagna. A differenza di altri agrumi, i limoni possono maturare anche staccati dalla pianta, spesso vengono spediti ancora verdi, spalmati con una cera protettiva e trattati con fungicidi, per questo motivo non è consigliabile utilizzare le bucce dei frutti, a meno che non provengano da coltivazioni biologiche. Il limone intero ha 11 kcal /100 g mentre le calorie del succo si riducono ulteriormente a 6 kcal/100 g. Il limone è composto dal 89 % di acqua, 2,30 grammi di carboidrati e una buona percentuale di fibra (1,9 grammi/100g) . La parte più utilizzata del limone è sicuramente il succo che rappresenta oltre il 50% del suo peso. Il succo contiene acido ascorbico o vitamina C (50mg/100g) con azione antiossidante, acido malico e acido citrico che conferiscono il tipico sapore aspro, sali minerali quali potassio (140 mg), calcio (14mg), ferro, fosforo e vitamine del gruppo B. Inoltre contiene anche limonina e limonene importanti antiossidanti, questi composti proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi svolgendo anche azione anti- tumorale. Il succo del limone ha tante proprietà benefiche per la salute, ha azione disinfettante soprattutto per i batteri patogeni intestinali, stimola il sistema immunitario, ha azione alcalinizzante ostacolando l’acidificazione dei tessuti e le sue conseguenze, neutralizza l’iperacidità gastrica, ha azione antianemica, anti colesterolo, cicatrizzante, fluidificante, contrasta i fenomeni artritici e i reumatici, tonico per capillari e vene, stimola la produzione di collagene, ha azione anti gotta poiché i sali minerali presenti evitano la formazione e il deposito dei cristalli di acido urico. L’acido citrico e i citrati presenti nel succo ostacolano la produzione di calcoli di ossalato di calcio a livello renale e sono dei naturali regolatori di acidità, molto utilizzati anche nei prodotti confezionati del commercio. Le vitamine del gruppo B sono importanti per il sistema nervoso. Il succo di limone è inoltre consigliato nelle diete dimagranti essendo composto da pochi zuccheri e da pectina, una fibra solubile che favorisce il senso di sazietà. Il succo di limone favorisce l’alcalinizzazione corporea, numerosi studi hanno dimostrato che le persone in buon stato di alcalinizzazione perdono peso più velocemente. Ha anche proprietà drenanti che aiutano i processi di depurazione e detossificazione epatica. Per cui, viste le numerose caratteristiche salutari del limone vale la pena ogni mattina, prima di colazione, prendere la buona abitudine di bere un bicchiere di acqua tiepida con spremuto il succo di limone per rafforzare il sistema immunitario, combattere raffreddori e influenza, aiutare la digestione, stimolare la peristalsi intestinale (le contrazioni muscolari all’interno delle pareti intestinali) facilitare l’evacuazione, pulire la pelle e disintossicare l’organismo. I limoni vanno spremuti e consumati subito perchè la vitamina C presente è fotosensibile per cui si deteriora velocemente. Praticamente il succo di limone bevuto al mattino a digiuno è una vera e propria ”doccia interna”. L’uso giornaliero non presenta particolari controindicazioni, può essere assunto da tutti, per chi soffre di dispepsie, acidosi, ulcere gastriche, infiammazioni gengivali è buona norma aumentare la diluizione in l’acqua. Una regola molto importante per tutti ma, soprattutto per le persone anemiche, è di spremere sempre il limone su un alimento animale contenente ferro per aumentarne l’assorbimento, per cui su pesce, carne, bresaola non deve mai mancare la presenza di succo di limone spremuto a crudo. Il succo di limone viene anche pastorizzato dal commercio e usato come ingrediente per vari alimenti e bevande. Questo frutto non è coltivato solo per il succo, la buccia viene utilizzata per la produzione di canditi, per il limoncello e per insaporire molte ricette. L’industria alimentare utilizza gli oli essenziali estratti dal limone per aromatizzare e per lo stesso motivo è usato anche nei prodotti di profumeria e nei detersivi. Dalla pianta del limone non si scarta niente infatti anche le foglie, chiaramente non trattate, possono essere usate per fare una tisana con proprietà diuretiche oppure aggiunte in infusione nel tè.

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Cacao e Cannella

Il cacao è una pianta appartenente alla famiglia Sterculiaceae, originaria dell’America meridionale. Il nome scientifico della pianta è Theobroma cacao. Il frutto dell’albero del cacao si chiama Carbosse, internamente contiene molti semi, proprio dalla loro lavorazione si produce il cacao in polvere. I semi vengono sottoposti a processi di fermentazione, di essicazione, di spremitura del grasso, di torrefazione e infine di macinazione.

Il cacao amaro in polvere così ottenuto ha un elevato contenuto calorico, 355 kcal/100grammi, dovuto alla presenza di 25,6 grammi di lipidi. Nelle diete di attenzione si consiglia di utilizzare il ”cacao amaro magro” che ha un contenuto di lipidi minore del 20%.

Il cacao ha importanti sali minerali quali ferro (14,3 mg/100g), calcio (51 mg/100g) e fosforo (685mg/100g). E’ ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo come la caffeina, la serotonina, che è utile al cervello in caso di depressione e regolatrice del tono dell’umore, e inoltre possiede alte proprietà antiossidanti legate al contenuto di polifenoli. E’ stato dimostrato che proprio i polifenoli del cacao potrebbero avere un’azione neuroprotettiva nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Il Cacao in polvere grazie alle sue proprietà nutritive, può essere considerato un vero e proprio supercibo, consigliato anche nella dieta dello sportivo.

I semi del cacao contengono una discreta quantità di lipidi dai quali si ricava il burro di cacao, che è anche molto usato in farmacia e in cosmetica, nella preparazioni di creme e nel famoso burro di cacao utile come emolliente per le labbra.

Attenzione, però tutte le buone caratteristiche del cacao in polvere non si ritrovano nel ”cioccolato” poiché quest’ultimo contiene oltre al grasso del cacao anche lo zucchero raggiungendo alti valori calorici. Ulteriori lavorazioni con aggiunte ad esempio di nocciole e di latte non fanno altro che aumentare i valori energetici, pertanto si consiglia alle persone in sovrappeso di utilizzarne dosi molto ridotte.

La cannella o cinamomo è una spezia originaria dello Sri Lanka appartenente alla famiglia delle Lauraceae. Viene estratta dalla corteccia della pianta che viene lavorata in modi diversi per ricavare una polvere aromatizzante, oppure bastoncini di cannella utilizzati soprattutto per infusi.

La cannella contiene un discreto numero di carboidrati e pochi grassi, buona componente di fibra e numerosi sali minerali tra cui manganese, ferro e calcio. Le calorie per 100 grammi di prodotto sono 247. E’ considerata una spezia molto utile per la salute per le sue proprietà antibatteriche e anti virali, migliora la digestione e aiuta a contrastare la nausea. Una delle sue migliori caratteristiche è la presenza di sostanze antiossidanti molto utili contro i radicali liberi.

La cannella in polvere e in bastoncini ha diversi usi in cucina. Una piccola quantità di questa spezia si può utilizzare per dare sapore ai biscotti, ai dolci come la torta di mele o allo strudel di cui è un ingrediente importante. Una spruzzatina di cannella sulle mele cotte, sulla ricotta, nello yogurt rende alimenti semplici molto appetitosi, può essere anche usata per aromatizzare tè o caffè. I paesi del nord utilizzano questa spezia come principale componente dei dolci natalizi.

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