Pompelmo

Il pompelmo (citrus paradisi) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee, da secoli viene coltivato come specie autonoma ma deriva da un antico ibrido tra arancio e pomelo.

Sul mercato esistono molte varietà di pompelmo, le più diffuse sono tre: il pompelmo giallo o bianco, pompelmo rosa e pompelmo rosso. Tutti e tre i tipi hanno caratteristiche nutrizionali molto simili ma il pompelmo rosa e rosso contengono anche il betacarotene e il licopene, sostanze antiossidanti benefiche soprattutto nella prevenzione tumorale, sono più dolci e contengono più fruttosio e un pò meno vitamina c.

Il pompelmo in genere ha 26 kcal per 100 grammi di polpa ed è un frutto ricco di fibra, di sali minerali e di sostanze antiossidanti, tra esse troviamo vitamina A, vitamina C, beta carotene, licopene, luteina, zeaxantina, naringenina e limonene, quest’ultimo insieme all’acido citrico è responsabile del gusto acido. L’acido citrico inoltre, aumentando il PH delle urine, provoca un ambiente sfavorevole alla formazione di calcoli di ossalato di calcio. Tutte queste sostanze antiossidanti svolgono un ruolo molto importante per la salute della vista, per la fragilità capillare, per infezioni polmonari, per l’apparato urinario, sono detossificanti a livello epatico e stimolanti del sistema immunitario.

Il pompelmo ha un buon contenuto di pectina, una fibra insolubile, che aiuta a proteggere la mucosa del colon da tumori e contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo esogeno nel sangue riducendone il riassorbimento intestinale. Proprio per la presenza di fibra, è un frutto indicato per contrastare il sovrappeso, infatti la fibra contribuisce a dare senso di sazietà e a rallentare la velocità di svuotamento dello stomaco. Per ottenere questi benefici è consigliato mangiarlo prima del pasto.

Il consumo regolare del pompelmo protegge dalle malattie vascolari, specialmente l’aterosclerosi, aiuta a controllare i livelli di insulina ed è preventivo del diabete di tipo 2 ed essendo ricco di potassio tiene anche sotto controllo la pressione sanguigna e la ritenzione idrica.

Nonostante tutte le proprietà benefiche, bisogna segnalare che questo frutto può interferire con alcuni farmaci, modificando il loro corretto funzionamento provocando un accumulo e/o un aumento dell’assorbimento, queste interferenze sono comunque sempre segnalate dalle ditte farmaceutiche.

Un discorso a parte si deve fare per i semi di pompelmo, nel commercio esistono dei prodotti nutraceutici derivati dalla macinazione dei semi, l’ estratto è chiamato anche GSE (Grapefruit Seed Extract) ha proprietà antibatteriche e antifungine, può essere considerato un vero e proprio antibiotico naturale. Si usa prevalentemente per curare infezione da microrganismi e per stimolare il sistema immunitario. Il pompelmo, per il suo gusto acidulo, ha un impiego in cucina molto più limitato di altri frutti. Si usa soprattutto negli antipasti, con pesci e crostacei, apprezzato in insalata con rucola e grana, si abbina bene anche a secondi piatti freddi, come ad esempio con il prosciutto crudo, bresaola, pesce spada o salmone. Nel settore dei dolci, il pompelmo trova impiego nella produzione di marmellate, torte e sorbetti.

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Peperoncino

Esistono più di 3000 varietà di peperoncino, in Italia la specie più coltivata è il peperoncino rosso (capsicum annuum), pianta annuale di origine americana, appartenente alla famiglia delle Solanacee. La caratteristica principale di questa spezia è la piccantezza dovuta alla Capsaicina, un alcaloide presente in concentrazioni variabili a seconda delle diverse specie. Questa sostanza piccante si trova nei filamenti interni di colore bianco in cui sono attaccati i semi. I filamenti e i semi si trovano nella parte alta del frutto, per questo motivo la punta del peperoncino è meno piccante rispetto alla parte superiore. La capsaicina è solubile in alcool o grasso, per cui se si vuole smorzare il bruciore avvertito sulle papille gustative dopo l’ingestione di un peperoncino particolarmente piccante, può essere utile bere un bicchiere di vino oppure mangiare formaggio o una salsa a base di yogurt intero. Nella cucina messicana e indiana, molto speziata e piccante, c’è infatti, per questo motivo, l’usanza di accompagnare i pasti con panna e yogurt. Anche una fetta di pane costituisce un rimedio efficace contro il bruciore, la masticazione della crosta rimuove meccanicamente le molecole di capsaicina dai recettori della lingua. Per misurare la piccantezza dei peperoncini si usano le unità di Scoville (SU) che calcolano la reale quantità di capsaicina presente all’interno del peperoncino. Il valore di capsaicina trovato si confronta in una scala di valori che vanno da 0 (quantità presente nel peperone dolce) a 16 milioni (valore della capsaicina pura). I peperoncini col maggior grado di piccantezza appartengono alla specie chinense, originaria dell’Amazzonia, tra di essi si trova l’Habanero, peperoncino messicano considerato tra i più piccanti. Il peperoncino ha 26 kcal/100 grammi, contiene sali minerali calcio, fosforo e una grande quantità di potassio (230 mg/100grammi). Il peperoncino fresco è molto ricco di vitamina C (229 mg in 100grammi), però questo valore si riduce drasticamente nel peperoncino essiccato. Questa spezia ha moltissime proprietà benefiche, stimola la circolazione sanguigna, ha proprietà anti- batteriche, aiuta ad abbassare il colesterolo e attiva il metabolismo. L’uso eccessivo, però, può creare irritazione alla mucosa gastrica, è quindi seriamente controindicato per persone che soffrono di ulcera, gastrite, cistite ed emorroidi. Da evitare anche in gravidanza ed allattamento. Il tipico sapore piccante rende il peperoncino una spezia ideale in cucina , ma essendo molto ricco di principi attivi, il peperoncino è anche utilizzato nella preparazione di creme ed inguenti ad uso topico. Per concludere una curiosità: il peperoncino si è diffuso in tutto il mondo grazie agli uccelli che lo beccano, attratti dai suoi colori variopinti, disseminando casualmente i semi, che non vengono distrutti dalla digestione, con le feci.

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Il limone

Citrus limon è un albero appartenente alla famiglia delle rutaceae, il suo frutto è il limone derivato da un incrocio tra pomelo cedro e lime. Il limone viene coltivato principalmente nel sud-Italia in particolare in Sicilia, Calabria e Campania. Anche in Liguria si hanno buone produzioni grazie al clima invernale mite. La coltivazione dei limoni è florida soprattutto nelle zone tropicali con clima caldo umido, infatti nei periodi fuori stagione i limoni arrivano nei nostri punti vendita da Argentina, Brasile e Spagna. A differenza di altri agrumi, i limoni possono maturare anche staccati dalla pianta, spesso vengono spediti ancora verdi, spalmati con una cera protettiva e trattati con fungicidi, per questo motivo non è consigliabile utilizzare le bucce dei frutti, a meno che non provengano da coltivazioni biologiche. Il limone intero ha 11 kcal /100 g mentre le calorie del succo si riducono ulteriormente a 6 kcal/100 g. Il limone è composto dal 89 % di acqua, 2,30 grammi di carboidrati e una buona percentuale di fibra (1,9 grammi/100g) . La parte più utilizzata del limone è sicuramente il succo che rappresenta oltre il 50% del suo peso. Il succo contiene acido ascorbico o vitamina C (50mg/100g) con azione antiossidante, acido malico e acido citrico che conferiscono il tipico sapore aspro, sali minerali quali potassio (140 mg), calcio (14mg), ferro, fosforo e vitamine del gruppo B. Inoltre contiene anche limonina e limonene importanti antiossidanti, questi composti proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi svolgendo anche azione anti- tumorale. Il succo del limone ha tante proprietà benefiche per la salute, ha azione disinfettante soprattutto per i batteri patogeni intestinali, stimola il sistema immunitario, ha azione alcalinizzante ostacolando l’acidificazione dei tessuti e le sue conseguenze, neutralizza l’iperacidità gastrica, ha azione antianemica, anti colesterolo, cicatrizzante, fluidificante, contrasta i fenomeni artritici e i reumatici, tonico per capillari e vene, stimola la produzione di collagene, ha azione anti gotta poiché i sali minerali presenti evitano la formazione e il deposito dei cristalli di acido urico. L’acido citrico e i citrati presenti nel succo ostacolano la produzione di calcoli di ossalato di calcio a livello renale e sono dei naturali regolatori di acidità, molto utilizzati anche nei prodotti confezionati del commercio. Le vitamine del gruppo B sono importanti per il sistema nervoso. Il succo di limone è inoltre consigliato nelle diete dimagranti essendo composto da pochi zuccheri e da pectina, una fibra solubile che favorisce il senso di sazietà. Il succo di limone favorisce l’alcalinizzazione corporea, numerosi studi hanno dimostrato che le persone in buon stato di alcalinizzazione perdono peso più velocemente. Ha anche proprietà drenanti che aiutano i processi di depurazione e detossificazione epatica. Per cui, viste le numerose caratteristiche salutari del limone vale la pena ogni mattina, prima di colazione, prendere la buona abitudine di bere un bicchiere di acqua tiepida con spremuto il succo di limone per rafforzare il sistema immunitario, combattere raffreddori e influenza, aiutare la digestione, stimolare la peristalsi intestinale (le contrazioni muscolari all’interno delle pareti intestinali) facilitare l’evacuazione, pulire la pelle e disintossicare l’organismo. I limoni vanno spremuti e consumati subito perchè la vitamina C presente è fotosensibile per cui si deteriora velocemente. Praticamente il succo di limone bevuto al mattino a digiuno è una vera e propria ”doccia interna”. L’uso giornaliero non presenta particolari controindicazioni, può essere assunto da tutti, per chi soffre di dispepsie, acidosi, ulcere gastriche, infiammazioni gengivali è buona norma aumentare la diluizione in l’acqua. Una regola molto importante per tutti ma, soprattutto per le persone anemiche, è di spremere sempre il limone su un alimento animale contenente ferro per aumentarne l’assorbimento, per cui su pesce, carne, bresaola non deve mai mancare la presenza di succo di limone spremuto a crudo. Il succo di limone viene anche pastorizzato dal commercio e usato come ingrediente per vari alimenti e bevande. Questo frutto non è coltivato solo per il succo, la buccia viene utilizzata per la produzione di canditi, per il limoncello e per insaporire molte ricette. L’industria alimentare utilizza gli oli essenziali estratti dal limone per aromatizzare e per lo stesso motivo è usato anche nei prodotti di profumeria e nei detersivi. Dalla pianta del limone non si scarta niente infatti anche le foglie, chiaramente non trattate, possono essere usate per fare una tisana con proprietà diuretiche oppure aggiunte in infusione nel tè.

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Cacao e Cannella

Il cacao è una pianta appartenente alla famiglia Sterculiaceae, originaria dell’America meridionale. Il nome scientifico della pianta è Theobroma cacao. Il frutto dell’albero del cacao si chiama Carbosse, internamente contiene molti semi, proprio dalla loro lavorazione si produce il cacao in polvere. I semi vengono sottoposti a processi di fermentazione, di essicazione, di spremitura del grasso, di torrefazione e infine di macinazione.

Il cacao amaro in polvere così ottenuto ha un elevato contenuto calorico, 355 kcal/100grammi, dovuto alla presenza di 25,6 grammi di lipidi. Nelle diete di attenzione si consiglia di utilizzare il ”cacao amaro magro” che ha un contenuto di lipidi minore del 20%.

Il cacao ha importanti sali minerali quali ferro (14,3 mg/100g), calcio (51 mg/100g) e fosforo (685mg/100g). E’ ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo come la caffeina, la serotonina, che è utile al cervello in caso di depressione e regolatrice del tono dell’umore, e inoltre possiede alte proprietà antiossidanti legate al contenuto di polifenoli. E’ stato dimostrato che proprio i polifenoli del cacao potrebbero avere un’azione neuroprotettiva nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Il Cacao in polvere grazie alle sue proprietà nutritive, può essere considerato un vero e proprio supercibo, consigliato anche nella dieta dello sportivo.

I semi del cacao contengono una discreta quantità di lipidi dai quali si ricava il burro di cacao, che è anche molto usato in farmacia e in cosmetica, nella preparazioni di creme e nel famoso burro di cacao utile come emolliente per le labbra.

Attenzione, però tutte le buone caratteristiche del cacao in polvere non si ritrovano nel ”cioccolato” poiché quest’ultimo contiene oltre al grasso del cacao anche lo zucchero raggiungendo alti valori calorici. Ulteriori lavorazioni con aggiunte ad esempio di nocciole e di latte non fanno altro che aumentare i valori energetici, pertanto si consiglia alle persone in sovrappeso di utilizzarne dosi molto ridotte.

La cannella o cinamomo è una spezia originaria dello Sri Lanka appartenente alla famiglia delle Lauraceae. Viene estratta dalla corteccia della pianta che viene lavorata in modi diversi per ricavare una polvere aromatizzante, oppure bastoncini di cannella utilizzati soprattutto per infusi.

La cannella contiene un discreto numero di carboidrati e pochi grassi, buona componente di fibra e numerosi sali minerali tra cui manganese, ferro e calcio. Le calorie per 100 grammi di prodotto sono 247. E’ considerata una spezia molto utile per la salute per le sue proprietà antibatteriche e anti virali, migliora la digestione e aiuta a contrastare la nausea. Una delle sue migliori caratteristiche è la presenza di sostanze antiossidanti molto utili contro i radicali liberi.

La cannella in polvere e in bastoncini ha diversi usi in cucina. Una piccola quantità di questa spezia si può utilizzare per dare sapore ai biscotti, ai dolci come la torta di mele o allo strudel di cui è un ingrediente importante. Una spruzzatina di cannella sulle mele cotte, sulla ricotta, nello yogurt rende alimenti semplici molto appetitosi, può essere anche usata per aromatizzare tè o caffè. I paesi del nord utilizzano questa spezia come principale componente dei dolci natalizi.

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Mandorle-Anacardi

La mandorla è il seme oleoso del Mandorlo (Prunus dulcis), vanta di numerose ed utili proprietà nutritive grazie alla composizione dei suoi nutrienti.

E’ costituita per il 50% da acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi (omega 3 e omega 6), che aiutano a mantenere nei valori normali i livelli di colesterolo LDL nel sangue. Le mandorle quindi aiutano il sistema arterioso e venoso a mantenersi in buono stato, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.

Hanno un’eccellente fonte energetica con un alto potere calorico, in dosi corrette sono un ottimo “spezzafame” a metà mattinata o a metà pomeriggio, soprattutto per le donne in gravidanza, per gli studenti e per gli sportivi.

Sono tra i semi oleosi che contengono il più alto contenuto di fibra (12%), necessaria a garantire un elevato senso di sazietà ed a tenere sotto controllo l’appetito.

Inoltre sono ricche di sali minerali, come ferro, magnesio, fosforo e calcio, e per questo sono un ottimo alimento per chi soffre di anemia e per coloro che non consumano latte e derivati.

Studi clinici recenti hanno confermato l’utilità delle mandorle anche per contrastare l’osteoporosi, in quanto il magnesio ed il fosforo in sinergia, aiutano l’assorbimento del calcio e influenzano positivamente anche l’attività cognitiva ed il buon umore, per tale motivo sono consigliate nella dieta delle persone anziane.

Le Mandorle contengono anche vitamine molto importanti, come la vitamina B2 e la vitamina E (tocoferolo) quest’ultima importante per il suo potere antiossidante contro i danni provocati dai radicali liberi, previene l’invecchiamento cellulare ed è quindi un vero toccasana per il benessere della pelle.

Le mandorle per il loro gusto gradevole e dolce trovano largo utilizzo in tante ricette della dieta mediterranea. In alcune regioni dell’Italia Meridionale, come ad esempio in Sicilia, in particolare nel siracusano, se ne producono in grandi quantità e vengono per lo più utilizzate per la preparazione di dolci.
Alcuni esempi sono la pasta di mandorle o il marzapane, inoltre il latte di mandorle è una deliziosa bevanda perfetta come sostituto del latte per le persone che soffrono di intolleranza al latte vaccino e per le persone che seguono una dieta vegana.

Gli anacardi sono i semi di una pianta originaria del Brasile, Anacardium occidentale, appartenente alla famiglia delle Anacardiacee presente nelle regioni tropicali ed equatoriali dell’America centrale e meridionale, attualmente questa pianta viene coltivata nelle aree tropicali di tutto il mondo. Il nome deriva dalla loro forma, che ricorda quella del cuore. In Italia sono tra la frutta secca meno conosciuta ed utilizzata.

Gli anacardi contengono un’elevata quantità di acidi grassi monoinsaturi, acido folico, vitamine B1, B2, magnesio, calcio, potassio. Sono ricchi di proteine e contengono un’alta percentuale di steroli vegetali che aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo esogeno.

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Nocciole e pinoli

Le nocciole sono il frutto del nocciolo una pianta antichissima originaria dell’Asia minore appartenente alle Betulacee. Contengono nutrienti molto salutari come acidi grassi insaturi Omega 3 ed Omega 6 utili nel contrastare i processi infiammatori e molti minerali come rame, magnesio, calcio e potassio.

Sono una buona fonte naturale di vitamina E, un prezioso antiossidante che protegge le membrane delle nostre cellule contrastando l’invecchiamento del corpo, della pelle e delle pareti venose.

La vitamina E inoltre contrasta l’ossidazione delle lipoproteine LDL, una delle cause dell’aterosclerosi.

Le nocciole hanno un alto contenuto di fibre che facilitano il transito intestinale e vitamine del gruppo B come la B6 e l’acido folico, quest’ultimo importante in gravidanza per la salute del neonato.

In cucina sono molto usate come ingrediente per dolci, si trovano anche sotto forma di granella e di farina. Molto usato, soprattutto per gli intolleranti al lattosio, è il latte di nocciole.

I maggiori produttori di nocciole sono la Turchia, la Spagna e l’Italia, nello specifico le regioni di produzione italiana sono Sicilia, Campania, Lazio e Piemonte.

Arrivano a maturazione verso fine agosto inizio settembre quindi le nocciole fresche con guscio sono reperibili solo in autunno.

I pinoli sono i semi del pino comune (Pinus pinea) un albero che raggiunge comunemente i 30 metri di altezza, le sue pigne giungono a maturazione in tre anni. Sono conosciuti e coltivati in tutte le parti del mondo. In Italia la produzione è maggiormente concentrata nel Lazio ed in Toscana.

I pinoli sono ricchi di vitamine, in particolare vitamina E, ma anche vitamina B1, acido folico, e sali minerali quali calcio, potassio, fosforo, magnesio e ferro. Sono quindi perfetti come ricostituenti in periodi di stress e stanchezza.

I pinoli sono ricchi di proteine vegetali con un notevole contenuto dell’aminoacido arginina,

un corretto apporto di proteine risulta fondamentale durante la crescita, in gravidanza e per chi pratica sport.

I pinoli contengono grassi insaturi, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi e migliorano le funzioni del sistema nervoso.

Sono molto utilizzati in cucina, costituiscono uno degli ingredienti base del pesto, un condimento per la pasta tipico proprio della nostra regione. Vengono anche utilizzati in pasticceria come ingrediente per dolci e creme oppure impiegati a crudo nelle insalate.

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Frutta secca

La frutta secca oltre a essere buona e nutriente è anche consigliata nella sana e corretta nutrizione, contiene infatti un’equilibrata concentrazione di elementi molto salutari tanto da rispecchiare in pieno la dicitura di ”supercibo”.

La frutta secca va acquistata con il guscio e sbucciata al momento, una buona abitudine è di non utilizzarla tostata perchè con questo processo si perdono gran parte delle vitamine, la tostatura è resa però necessaria in paesi con clima caldo/umido per eliminare un fungo che produce aflatossine altamente cancerogene per il fegato.

La frutta secca a guscio è ricca di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi molto benefici per la salute perchè contribuiscono ad abbassare i valori di colesterolo nel sangue, ha un discreto contenuto proteico ma con proteine a basso valore biologico perchè prive di alcuni aminoacidi essenziali (caratteristica tipica del mondo vegetale). Questa carenza si può ovviare con l’unione nella nostra pietanza di cereali, legumi e frutta secca, questo insieme crea proteine ad alto valore biologico cioè complete di tutti gli aminoacidi essenziali. Questo abbinamento è da tenere presente soprattutto dalle persone vegetariane e vegane per evitare carenze nutrizionali.

La frutta secca ha un elevato contenuto di sali minerali potassio- fosforo- calcio- ferro- zinco, vitamine del gruppo B, vitamina E e vitamina A.

Tutta la frutta secca è molto calorica per l’alto contenuto di grassi, per questo motivo va limitata a poche unità al giorno, va molto bene utilizzarla a colazione e nello spuntino di metà mattina.

In questo articolo mi soffermo sulle proprietà delle noci

Tra le varietà di noci ricordo le noci del Brasile che sono i frutti della Bertholletia excelsa, conosciuta come noce del Brasile o noce amazzonica, ricca di magnesio, zinco e selenio, quest’ultimo molto utile a contrastare i radicali liberi che sono la causa dell’invecchiamento e di diverse patologie. Le noci Pecan sono il frutto del “pecan”, albero della famiglia delle Juglandaceae, scientificamente noto come Carya illinoensis, originario dell’America settentrionale.

In Italia, questo albero, è presente in piccoli appezzamenti specializzati in Sicilia, Puglia e in altre aree meridionali. Le Noci Pecan hanno la più alta percentuale di grassi (72%) e di conseguenza il più alto valore calorico 705 kcal/100 grammi di prodotto. L’assunzione regolare aiuta ad abbassare i livelli di ”colesterolo cattivo” aumentando quello buono: il potere ipocolesterolemizzante del frutto è dunque notevole però come già detto attenzione alle calorie!

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Yogurt –Yogurt Greco- Kefir

Lo yogurt è un derivato del latte con consistenza più densa e cremosa. Nella preparazione dello yogurt il lattosio presente nel latte viene trasformato in acido lattico tramite un processo di fermentazione ad opera di batteri specifici. La produzione di acido lattico conferisce allo yogurt il suo inconfondibile sapore acidulo.

Il lattosio, durante il processo di fermentazione, viene scisso rendendo lo yogurt un alimento più digeribile rispetto al latte.

I batteri che vengono usati per questo processo devono essere vivi ed appartenere a ceppi innocui per la salute umana. In Italia per legge si può chiamare yogurt soltanto il latte di vacca fermentato con i batteri Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus, spesso però in molti prodotti si ritrovano anche altri fermenti.

Il latte fermentato corrisponde allo yogurt naturale bianco, che a seconda della presenza o assenza di grassi prende il nome di intero o scremato.

Per yogurt generalmente si intende quello prodotto con il latte vaccino, ma esistono anche prodotti fatti con il latte di pecora, bufala o capra in questo caso sulla confezione deve essere indicata l’origine.

Lo yogurt è un alimento particolarmente gradito a colazione, utilizzato negli spuntini e nella preparazione sia di piatti dolci che salati.

Il commercio ha nel tempo prodotto yogurt addizionati in zucchero, frutta secca, caffè o cereali per rendere il prodotto più appetibile, il mio consiglio è di utilizzare lo yogurt naturale e aggiungere frutta fresca, semi oleosi, bacche del Gogj per ottenere un prodotto più sano e più ricco nutrizionalmente.
Lo yogurt ha ottime proprietà nutritive contenendo tutti e tre i macronutrienti, fermenti lattici, vitamine del gruppo B, vitamina A e minerali tra cui i meglio rappresentati sono calcio e fosforo.

Da qualche anno sugli scaffali dei supermercati è comparso lo yogurt Greco con consistenza più compatta e cremosa dovuta a un diverso processo di filtrazione. Questo diverso procedimento di preparazione lo rende più proteico rispetto allo yogurt tradizionale con un più basso contenuto di lattosio ma con un più alto contenuto lipidico, per cui è consigliato comperare la versione con zero grassi.

Questo yogurt viene utilizzato anche nella preparazione della salsa ”Tzatziki” che si abbina alle insalate e alle verdure in genere. Lo yogurt Greco è il più usato nelle pietanze salate poiché meno acido di quello tradizionale.

Un altro prodotto della fermentazione del latte è il Kefir, questo termine nella lingua araba vuol dire Benessere.

Il Kefir contiene almeno trenta specie di batteri probiotici che sono in grado di raggiungere l’intestino dove invece i due fermenti lattici dello yogurt non arrivano.

Il Kefir, a differenza dello Yogurt, contiene anche lieviti che sono molto importanti per tenere sotto controllo i lieviti potenzialmente patogeni presenti nell’intestino.

Il Kefir si trova in commercio col nome ”latte di Kefir” oppure si può produrre in casa comperando i granuli o grani di kefir in farmacia o nei negozi biologici.

I granuli di kefir sono un agglomerato grumoso bianco e molle, composto da proteine e da un complesso di polisaccaridi prodotti dai batteri e lieviti chiamato Kefiran, il prodotto finale della fermentazione da una lieve effervescenza e bassa gradazione alcoolica.

Il Kefir ha importanti funzioni sulla salute dell’apparato digerente e soprattutto dell’intestino, è indicato utilizzarlo dopo una cura antibiotica, questa bevanda infatti aiuta a ripristinare l’eubiosi cioè lo stato di salute della flora batterica intestinale e a regolarizzare l’alvo.

Il kefir ha anche azione antiossidante e immunostimolante.

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Il fico

L’albero ”Ficus carica” appartenente alla famiglia delle Moraceae, detto anche fico comune, produce i suoi frutti, molto vari per forma e colore, da agosto a settembre.

I fichi possono essere consumati freschi in stagione e secchi in tutto il resto dell’anno, hanno la caratteristica di essere molto dolci infatti contengono 11,2 grammi di zucchero per 100 grammi di prodotto ma, contrariamente a quanto si possa credere, non hanno un elevato potere calorico, infatti il frutto fresco ha circa 47 calorie per 100 grammi di prodotto pulito, nel fico secco però le calorie salgono a 256 per 100 grammi. Quest’ultimo essendo disidratato contiene 58 grammi di zucchero per 100 grammi di prodotto ed è seriamente controindicato per i diabetici, nelle diete di attenzione calorica e nell’obesità, indicato invece per gli sportivi come fonte di energia pronta all’uso.

I fichi sono ricchi di sali minerali, il potassio è lo ione il più rappresentato (270 mg per 100grammi di prodotto) utile per stimolare la diuresi e nella prevenzione dell’ipertensione.

Sono ben evidenti anche fosforo e calcio importanti per la salute delle ossa e dei denti, inoltre sono presenti alcune vitamine del gruppo B , la vitamina C e la vitamina A, per queste caratteristiche sono da considerarsi un ottimo spuntino anche in gravidanza per aiutare il sistema immunitario e proteggere l’organismo.

Sono inoltre frutti ricchi di antiossidanti, sostanze che contribuiscono a contrastare i radicali liberi e a mantenere le cellule giovani. I fichi hanno proprietà lassative per il loro elevato contenuto di zuccheri ma anche per la presenza di fibra (2 grammi per 100 grammi di prodotto). Sono consigliati a chi soffre di stitichezza o emorroidi, in questi casi è indicato consumare un fico a stomaco vuoto prima di colazione. In cucina questo frutto viene utilizzato nella preparazione di dolci, marmellate, viene servito nei taglieri di affettati e formaggi. Una ricetta romana curiosa è la cosi detta ”pizza e fichi”, praticamente una focaccia con sopra fichi tagliati a metà con affettato (prosciutto o mortadella) tagliato fine.

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Il basilico

Il basilico è una pianta aromatica annuale di facile coltivazione molto conosciuta in tutto il mediterraneo, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome botanico è Ocimum basilicum mentre il nome comune deriva da greco “ Basilikon ” che significa ”erba regia”, in antichità infatti era considerata una pianta nobile e sacra.

Il basilico ha foglie arrotondate che variano da un colore verde intenso a tonalità violacee, ne esistono circa 60 varietà, nella nostra regione viene coltivato il basilico genovese, conosciuto in tutto il mondo come principale ingrediente del pesto.

Il basilico è una pianta ricca di potassio, calcio, ferro, fosforo, vitamina A e vitamina C, ha proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antiossidanti per la presenza di flavonoidi, sostante che proteggono le cellule dai radicali liberi.

Dalle foglie del basilico si ottiene l’olio essenziale molto usato in aromaterapia per la presenza di una sostanza aromatica, responsabile del tipico odore, chiamata Eugenolo con proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. Alcune gocce di olio essenziale di basilico, diluite in acqua o in un cucchiaino di miele, alleviano problemi respiratori, asma e proteggono la flora batterica intestinale. Inoltre quest’olio, ben frizionato durante il lavaggio dei capelli, è benefico per la circolazione del cuoio capelluto. L’olio essenziale di basilico si adopera anche in diffusori ambientali, alcune gocce della sostanza aromatica sono adatte in caso di ansia e stress. E’ valido come repellente anti-zanzare, al bisogno può essere usata qualche goccia di olio essenziale sulla pelle ad azione preventiva ma anche sul ponfo della puntura per aiutare a neutralizzare il veleno.

Le foglie fresche di basilico o le foglie essiccate possono essere utilizzate in infusi o decotti come rimedio contro la tosse e il catarro ma anche con effetto drenante, digestivo e per contrastare il gonfiore addominale. Anche nell’allattamento è molto utile l’uso del basilico per le sue proprietà galattogene.

Per preparare l’infuso versare mezzo litro d’acqua bollente in circa 7 grammi di foglie di basilico fresco o essiccato, coprire il contenitore per non disperdere nell’aria le proprietà e lasciare riposare 10 minuti e filtrare. L’infuso così ottenuto può essere consumato tiepido o a temperatura ambiente.

In cucina il basilico è da sempre molto adoperato, oltre a essere il principale componente del pesto, si usa per insaporire, profumare e decorare tante ricette estive. E’ meglio consumarlo fresco e aggiungerlo a fine cottura per mantenere al meglio il sapore e l’aroma.

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